Doping, un anti-ischemico all’origine dell’ultima positività: è il Meldonium

Ancora una volta, parliamo di doping nel ciclismo.

Che il russo del team Katusha, Eduard Vorganov, sia risultato positivo a un controllo antidoping lo sanno anche i sassi, e che la squadra abbia perciò rischiato una sospensione fino a 45 giorni (finita poi a tarallucci e vino) l’abbiamo detto anche noi giusto ieri.

Quello che solo pochi hanno approfondito è la sostanza incriminata, il Meldonium: di cosa si tratta?

E’ un anti-ischemico, e si potrebbe pensare che non ci sia nulla di più lontano dai bisogni di un ciclista. Tanto è vero che il Meldonium, nella lista dei farmaci “proibiti”, ci è finito solo dal 1° gennaio 2016, dopo essere stato a lungo “sotto osservazione”.

La “promozione” è presto spiegata: pare che tra gli effetti di questo farmaco ci sia la capacità di

migliorare la resistenza, accelerare i tempi di recupero, attivare la risposta del sistema nervoso centrale e superare meglio lo stress.

Insomma, un farmaco miracoloso per i ciclisti!

Le squadre, insomma, non smettono di ingegnarsi: prima mettendo i motori nelle bici e nelle ruote; poi imbottendo di sonniferi i ragazzi per aiutarli a riposare e recuperare la fatica. Ora ecco questo nuovo farmaco, prodotto e commercializzato principalmente nelle nazioni ex-sovietiche, che ha tante belle qualità.

La sensazione è che il doping sia sempre diversi passi avanti rispetto all’antidoping, e questo caso non è altro che una conferma 😦

Voi che ne pensate?

5 pensieri riguardo “Doping, un anti-ischemico all’origine dell’ultima positività: è il Meldonium”

  1. Veramente strano che un farmaco con queste caratteristiche sia stato inserito tra le sostanze dopanti solo ora ?…….?
    Ma l’agenzia antidoping che fa sorveglia o dorme ?

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    1. Ciao Giuseppe, e grazie per il tuo commento!
      A quanto pare la scoperta del fatto che possa “coprire” l’EPO è piuttosto recente, ed è per questo che la lista è stata aggiornata con il Meldonium dal 1 gennaio. Più che altro è surreale che, nonostante l’aggiornamento, molti atleti non si siano adeguati: speravano di farla franca?

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